lunedì 18 aprile 2016

L'ecologista in SUV

Mi mancava francamente. 

Il lunedì dopo il referendum leggere insulti su FB diretti a chi non ha votato, degni di una curva calcistica. Forse anche di più.
Da dove partire? Dal fatto che in una democrazia vince la maggioranza? ed essere l'85% del 30% non fa maggioranza? Ci si senti democratici solo quando si è 51%?

Dal fatto che chi non la pensa come te non è un criminale nazista che è appena uscito madido di sangue da Marzabotto?

Ci sono stati molti referendum nella mia vita elettorale e credo di essere andato a tutti, tranne questo. Ma non voglio entrare nel merito della questione che è di un tecnicismo esasperato e io francamente non mi sento in grado di esprime un giudizio. Ritengo sia stato un errore usare lo strumento referendario per questa materia. 


Mi congratulo invece con quelle tante persone che hanno delle certezze assolute. Sostenitori del Sì e del No, con argomenti gettati come clave. 


Ho apprezzato coloro che conosco che votavano Sì e che pur sapendo che non mi sarei recato alle urne non mi hanno dato del genocida dei mari. Queste sono quelle che rispetto perchè hanno una idea diversa dalla mia, ma serenamente. 
Non sono testimoni di Geova di una verità rivelata solo a loro. 

E poi ci sono i "democratici" che ritengono che chi non la pensa come loro vada alla gogna. 

Quelli che magari su referendum un pò meno tecnici e un pò più di impatto sulla vita di tutti i giorni, tipo quello sulla procreazione assistita, non sono nemmeno andati a votare. Eh sì perchè a loro che fregava di una legge che solo anni dopo la consulta ha riconosciuto a più riprese fortemente anticostituzionale, lesiva dei diritti delle persone, e che ha costretto migliaia di coppie ad andare all'estero o a rinunciare?

Questi oggi sono gli ecologisti in SUV, quelli che non rinunciano al macchinone che, se non lo sapete, va a combustible fossile, coloro che non spengono mai l'aria condizionata, che hanno ipad, iphone, desktop, portatile, playstation e magari stanno facendo un pensierino ad uno smartwatch. Lo sapevate che consumano corrente? 
Serve energia! 
E se pensavate di votare per l'abolizione dei combustibili fossili, beh lodevole e condivisibile intento ma non era questa la domanda. E a voi per inciso non conviene...

PS: Un pensierino infine per i non conoscitori dell'Italicum, su cui saremo chiamati a votare in autunno. Dentro c'è la riforma del quorum dei referendum che non è più il 50% degli aventi diritto ma la metà di quelli delle ultime politiche. In questo caso il quorum sarebbe stato del 37.5%, dunque molto più facilmente raggiungibile. 



giovedì 7 aprile 2016

Hasta la conferiencia siempre!!

Ci sono poche cose che danno il senso della epicità come il fare un pezzetto di storia.

Poco più di un anno fa si era cominciato a parlare di fare una conferenza a Cuba. E nonostante le difficoltà oggettive di questa scelta, due miei colleghi si erano dedicati con passione a questo obiettivo. Devo dire che la cosa principale è stato il fatto che loro hanno visto una opportunità dove gli altri vedevano solo problemi. Trovo questa cosa molto vicina alla mia idea di fanciullo di scienziato.
Avere trovato come controparte cubana il nipote di Fidel, suo omonimo, che è un fisico, ha aiutato molto.

E così nella settimana che ha visto arrivare Obama prima e i Rolling Stones poi, anche un centinaio di fisici di molte e diverse nazionalità sono sbarcati sull’isola per quella che per quanto ne so è la prima conferenza sponsorizzata da una università americana. E che ha avuto anche l’endorsement  dell’UNESCO.

L’emozione è stata grandissima sin dall’apertura introdotta da un piccolo concerto. Ed è continuata negli eventi sociali dove siamo stati portati ad apprezzare i migliori prodotti dell’isola: rum, tabacco e salsa.

Avere alla cena sociale i Buena Vista Social Club, o pranzare all’ Havana Club, beh non è da tutti i giorni. 

Ma a parte il contorno assolutamente strano per una conferenza la parte migliore secondo me è il ruolo che la scienza può e deve giocare in certi contesti.
Si è parlato molto di costruire un piccolo acceleratore di particelle, soprattutto per produrre raggi X per scopi di ricerca. Una macchina simile manca il tutto il centro america. E chissà se un giorno si potrà fare.

Ma quello che trovo bellissimo è che si siano parlati mondi e scienziati che non si erano mai conosciuti, addirittura c’è stata la prima videoconferenza con gli stati uniti.

C’è un acceleratore in Giordania che si chiama Sesame, una collaborazione tra i giordani, i palestinesi, gli israeliani, gli iraniani e qualche altro statarello dell’area. Sì ci sono dei nemici storici che lavorano insieme.

Ecco ho sempre pensato che gli scienziati debbano costruire i ponti. I politici purtroppo sanno solo tirare su i muri.

Ci siamo lasciati nella speranza che il seme che abbiamo gettato possa germogliare e in futuro si possa ripensare a questi giorni come quelli che hanno segnato la nascita di una prima grande infrastruttura di ricerca nell’isola, infrastruttura ovviamente aperta e libera, internazionale.


Perché come diceva Céchov la scienza non ha confini. Se è scienza di stato non è scienza.