sabato 11 settembre 2021

Privacy a singhiozzo

 Si dice che ogni giorno che si sveglia la gazzella deve correre più veloce del leone. 

Ogni giorno che un universitario si reca al lavoro deve esibire il green pass in un apposito ufficio. Sempre lo stesso green pass, sempre alla stessa persona, sempre con la scadenza tra 8 mesi. 

Se poi quell'universitario frequenta anche i laboratori nazionali di Frascati dell'INFN e ci va a mensa deve esibire ogni giorno il green pass, sempre lo stesso, sempre alla stessa persona, sempre con la scadenza tra 8 mesi. Se poi esce e va in piscina o in palestra continua a fare lo stesso. Io avevo sorriso leggendo di quel ragazzo che se lo era fatto tatuare. Mi scuso con lui, un genio!

Per i ragazzini c'è l'obbligo delle vaccinazioni. Se non le hai non vai alla scuola dell'obbligo. Ma mica devono esibire ogni giorno la vaccinazione no? Si fa un elenco e basta. 

Ci dicono che non si può fare per la privacy, parola che significa in italiano riservatezza. Mi chiedo perchè diamo così tanta importanza alla privacy se Google sa tutto di noi, se il nostro cellulare conosce in tempo reale dove siamo, se ci ascolta h24. 

Avete Siri o il riconoscimento vocale? Avete detto sì al fatto che lui ascolti sempre e poi usi  queste informazioni. Se pensate di comperare una bicicletta da Decathlon vi arriva la pubblicità, senza avere cercato nulla, così solo per averne parlato. 

Se poi fate il grave errore di usare un motore di ricerca per un trapano, ne sarete sommersi. C'è poi Facebook, che è gratuito sì, ma in realtà lo paghiamo con le informazioni su di noi che gli forniamo, e Instagram, e Twitter e così discorrendo. Non solo per loro la privacy è opzionale ma addirittura siamo noi che insistiamo per raccontargli cose. 

Insomma la privacy è una maglietta elastica, quando dobbiamo essere cittadini sembra essere un impiccio alle nostre vite, quando invece agiamo da consumatori è beatamente asfaltata. 

Ma non è che ce la vogliono rendere ostile con queste regole da elogio della follia? 

mercoledì 7 ottobre 2020

Viva Sergio

Forse qualcuno che leggerà questo post non avrà mai conosciuto Sergio Tazzari. Mi spiace molto per voi, spero che leggendo possiate avere una sensazione di come era questa persona.

Per molti anni è stato il Signore degli Acceleratori di particelle. Ha studiato al prestigioso MIT, è stato direttore del dipartimento di Fisica dell'Università di Tor Vergata, direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati, coordinatore dei direttori della Sincrotrone Trieste, capo del Machine Advisor Committee di LHC, il più grande acceleratore del mondo. 

Detta così sembra che fosse un carrierista, uno squalo, una persona di potere. E invece era esattamente il contrario. Era un persona gentile, sempre garbata, perfino mite, e le persone che sono venute a contatto con lui lo possono confermare, e non parlo solo di fisici, ma anche del personale amministrativo. 

Il Prof. Tazzari è stato il mio relatore di tesi di dottorato,  il mio professore di Acceleratori di Particelle, il responsabile dell'esperimento su cui ho lavorato per diversi anni a Tor Vergata. 

La cosa buffa è che ovviamente io apprezzavo moltissimo Sergio, ma non sapevo bene chi era e chi era stato, e lo ho scoperto in gran parte solo quando è andato in pensione, e ho dovuto aggiustare le sue carte e trovare quello da conservare. Non era mai ex cathedra, era molto autorevole e per niente autoritario. 

Ricordo una volta che un suo studente di dottorato tirò fuori una teoria un po' bislacca e decisamente sbagliata e la voleva mettere nella sua tesi. Sergio provò a spiegargli la cosa con la sua solita bonarietà, la sua pazienza, la sua gentilezza. Ma visto che questo proprio non si convinceva disse solo una cosa: "se tu la metti dentro io mi alzo in piedi durante la tua discussione dico a tutti che è sbagliato". Fine della storia. 

Oggi i Free Electron Laser (FEL) sono acceleratori molto diffusi nel mondo. L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha appena ricevuto il finanziamento per costruirne uno molto innovativo a Frascati. 

Eppure la persona che aveva portato i FEL a Frascati era Sergio, negli anni 90 del secolo scorso. Si chiamava Lisa e non fu mai finito, per un ipse dixit di un grande boss dell'ente "I FEL non interessano più a nessuno". E' da poco in funzione il X-FEL europeo ad Amburgo, ce ne sono negli USA, in Giappone, in Cina, perché sono macchine del presente e del futuro. 

Anche quando partì per la Sincrotrone Trieste subì un certo ostracismo dall'INFN, in un tempo in cui invece di collaborare le due istituzioni si sparavano contro. E anche lì però aiutò in modo fondamentale a svilupparsi una struttura che oggi è un fiore all'occhiello della nostra ricerca. Ho dei cari ricordi delle cene insieme a lui all'Hotel Daneu, che oggi è chiuso, nel periodo che facevo il mio dottorato a Trieste.

Da qualche tempo era affetto da una grave malattia degenerativa, che annebbiava quella splendida mente. Eppure ogni tanto aveva qualche guizzo. Mi ricordo una delle ultime volte che lo vidi. Non mi disse mai che era malato, anche se si capiva di cosa soffrisse, disse solo:"ultimamente sono stato un po' eccentrico". Tale era la compostezza e la riservatezza della persona. 

Oggi ho fatto lezione, online purtroppo visto il momento, di quel corso che tengo oramai da 8 anni e di cui Sergio era stato titolare per così tanto tempo. Quel corso la cui maggior parte degli argomenti li ho imparati da lui. Non mi vergogno a dire che ho pianto fino a pochi minuti prima, poi mi sono ricomposto. Ho pensato a Sergio che non sarebbe stato felice di vedermi così mentre facevo lezione e questo mi ha aiutato molto a ritrovare un volto sereno. 

Mi sento molto fortunato ad avere incrociato la sua strada. 




lunedì 22 giugno 2020

Un grande pennello...

Forse qualcuno ricorderà la divertente pubblicità di molti anni fa, quando un imbianchino con un enorme pennello sulle spalle bloccava il traffico. 
"Devo dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande", sosteneva lui davanti al vigile che gli chiedeva conto. 
"Ma no ci vuole un grande pennello, non un pennello grande". 

Qualche giorno fa è uscito su Scientific American, la popolare rivista di divulgazione, un articolo che in qualche modo va in questa direzione. 

Si parla della strategia europea per la ricerca in fisica delle particelle, uscita di recente: http://europeanstrategyupdate.web.cern.ch/ e che prevede la costruzione di un grandissimo collisore (FCC), con una circonferenza di circa 100 km. 

Se l'attuale macchina di punta (LHC Large Hadron Collider) è sicuramente uno dei massimi risultati della tecnologia umana, è difficile solo immaginare le incredibili sfide e difficoltà che porrà una macchina di queste dimensioni. 
A partire dal fatto che non si sanno ancora fare campi magnetici così forti da curvare particelle così energetiche. 

Ma il senso dell'articolo è proprio di non aumentare sempre e solo le dimensioni degli acceleratori (il pennello grande) ma anche di investire per farli più piccoli e con maggiore gradiente di accelerazione (il grande pennello). 

Essendo da anni impegnato in prima persona in questo campo, nella ricerca e sviluppo di acceleratori al plasma, non posso che essere più d'accordo. 
Camera di accelerazione al plasma a SPARC_LAB

Sviluppare acceleratori compatti avrebbe un enorme e immediato beneficio anche per la società, in termini di possibilità di installarli in piccoli laboratori, in università, in ospedali, in industrie. 

La ricerca fondamentale, che deve essere sempre il motore dello sviluppo, avrebbe modo di fare vedere che è il volano di uno progresso più ampio, unendo così la necessità di conoscenza dell'infinitamente piccolo con alcuni bisogni più immediati, e tagliando gli argomenti a chi pensa che siano solo soldi persi.




domenica 12 aprile 2020

Lo scienziato poliedrico



C'era una volta lo scienziato rigoroso, non quello piacione, nemmeno quello presenzialista e sopratutto non tuttologo.

La scienza ha regole severe, parlano i risultati e le riviste che li pubblicano non sono i quotidiani o i social.

Pare che invece adesso basta capire un po' di scienza in un campo specifico per esprimere un dotto parere su qualunque argomento, sopratutto se fuori del proprio contesto.

Sono rimasto allibito dal leggere, su quotidiani nazionali di grande tiratura, fisici delle particelle, qualcuno che conosco pure, che disquisiscono sulla curva delle epidemie e si sbilanciano in pericolosi ipse dixit sul picco, la salita e la discesa dei contagi.

Ora, il fisico ha una sorta di orgasmo intellettuale nel trovare che un set di dati si accordano ad un modello. Anche io ammetto che privatamente questa cosa la ho fatta, per curiosità. Ma poi si cede alle lusinghe della rete. E così si postano sui social, si creano gruppi Facebook ad hoc, ma sopratutto si traggono conclusioni.

I modelli peraltro sono noti da tempo, non c'è nulla da scoprire.

La cagnara non fa bene alla scienza, che già mostra un deficit di credibilità in una società che considera gli scienziati solo come dei nerd nel migliore dei casi, o dei pericolosi Mengele nel peggiore.

Se poi le voci sono dissonanti ognuno trova uno spartito per la sua musica. Così la "Signora del Sacco" che diceva che è solo una influenza, così quella sparutissima minoranza che pensa che non sia abbastanza dimostrato che il global warming abbia causa antropica, danno fiato a chi non presta attenzione alla scienza.

Fermilab History and Archives Project | Robert R. WilsonC'è poi un momento in cui bisogna farsi finanziare una ricerca. Ricordo anni fa che un famoso fisico italiano cercò di vendere un nuovo acceleratore di particelle includendo nei possibili benefit la ricerca del petrolio!! Negli anni 80 i fisici americano vendettero al pentagono che con i FEL (Free-Electron Laser) si potevano fare le guerre spaziali.

Eppure c'è chi non fa così. Nel 1969 Bob Wilson (in foto), in risposta ad un senatore che aveva ricevuto un no alla domanda se il nuovo acceleratore al Fermilab serviva per la sicurezza nazionale o per sviluppare nuovi armi e che aveva così concluso che non serviva a nulla, replicò dicendo che era come l'arte o la pittura, lo rendeva degno di essere difeso.

Ho apprezzato tantissimo inoltre una intervista ad uno scienziato che ha detto che essendo lui un infettivologo e non un epidemiologo non poteva rispondere alla domanda in modo opportuno.

La credibilità si costruisce in tanto tempo e si perde in un attimo. La sobrietà è la cifra di uno scienziato, ed una volta che ci si è giocati l'autorevolezza è per sempre. 

sabato 28 marzo 2020

La globalizzazione del dottor Stranamore

Da alcuni giorni circola il filmato della puntata di Leonardo di qualche anno fa in cui si parlava di un virus di un pipistrello su cui si stava lavorando a Wuhan, per modificarlo e fare in modo che possa attaccare l'uomo. 

Ovviamente non si riferiva alla epidemia in corso, visto che anche recentemente un articolo di Nature ha sottolineato l'origine del tutto naturale del Covid-19. 

E' stata la pistola fumante che ha acceso i negazio-complottisti-sovrano-novaccinisti di tutto il mondo. 

La visione del loro mondo è semplice e manichea. Non stiamo male perché l'uomo ha turbato l'ecosistema della natura, ha deforestato, cambiato il corso dei fiumi, inquinato, cementificato, ed è arrivato dove esistevano questi virus imbrigliati in qualche ospite serbatoio, rendendo possibile lo spillover. 

Nossignore! Nessuna critica al nostro modello di società e di sviluppo. Anzi. 

Sono i novelli Mengele, questi scienziati che si dilettano a fare cose turpi nei loro laboratori i veri colpevoli. E' la scienza il nemico da abbattere e tutta la sua cricca di iniziati. Forza prendiamo Ipazia e bruciamo la biblioteca di Alessandria.

Il mondo alla rovescia. E' la scienza che gli consente di comunicare da una parte all'altra del mondo, è la scienza che ha allungato la vita delle persone e abbattuto la mortalità infantile, è la scienza che ci ha liberato da molti virus terribili come il vaiolo e la poliomielite. 

Ed è alla scienza che oggi noi guardiamo perché trovi una cura o un vaccino per questa pandemia. 

I dottor Stranamore non si trovano tra gli scienziati, si trovano tra quei politici che li vorrebbero asserviti alle loro idee, un po' come la fisica ariana negli anni 40 che voleva cancellare tutti i contributi dei fisici tedeschi ebrei. 

I dottor Stranamore si trovano in chi usa l'emergenza per avere pieni poteri (Orban), in chi dice che vuole fare una immunità di gregge e non sa cosa sia (Johnson), ammalandosi tra i primi peraltro. 
Sono in chi continua a dire che non ci sono problemi e gli US sono preparati, mentre firma uno stimolo da 2 trilioni che spera gli assicurerà la rielezione e il suo paese è al primo posto nel mondo per i contagiati (Trump). 
Sono in chi diffonde certi video, in chi offre il suo stipendio di parlamentare, quando ha separato il suo partito in una bad e good company per non pagare i 49 milioni che deve allo stato, frutto di appropriazione indebita. (Salvini).

La scienza, la conoscenza è l'unico vaccino contro il più potente dei mali del nostro tempo, il Cojona-virus!

PS per inciso modificare i virus serve a iniettare nelle cellule di un paziente malato un segmento di DNA per correggere un gene difettoso per guarire da malattie terribili, per fargli produrre un anticorpo contro un tumore. Il virus è in natura l'oggetto che riscrive il DNA di una cellula e queste terapie geniche sono una frontiera della medicina che forse tra una decina d'anni ci guariranno da quasi tutte le malattie. Sempre che i nostri dottor Stranamore non ci avranno riportato prima al medioevo.


martedì 5 novembre 2019

Lo stupore

Viviamo in una società in cui stupire è tutto. Si deve sparare sempre più in alto.
E questo ha provocato una assuefazione allo stupore.
Prendiamo la tecnologia. La mia generazione è rimasta stupita dal personal computer, dal telefono cellulare, dallo smartphone.
E oggi? Ci sono smartphone sempre più veloci, sempre più intelligenti, ma il concetto non è nuovo.

Quando io ero piccolo il videogioco era quello che si metteva sulla TV di casa e vi erano solo delle sbarrette che andavano su e giù e simulavano il tennis.
Oggi c'è il visore 3D, la realtà aumentata.
Ma quando la hai aumentata tutta non c'è più molto da stupire ancora. Insomma il mondo è sempre più sintetico, è sempre più virtuale, è sempre più staccato dal reale.
Sono fortunato, faccio scienza, mi riesco ancora a stupire. Ma è difficile stupire i ragazzi. 

Va di moda il turismo di chi si vuole disconnettere, senza rete, cellulare, a contatto con la natura. Solo camminare scalzi ci da delle sensazioni di riappropriarci del nostro corpo e del nostro spazio. 

Viaggiamo perchè lo stupore è quello che ci manca. Viaggiare, vedere i luoghi belli della terra ci libera la mente, ci permette di provare gioia e stupore. Viaggiamo perchè a stare fermi ci calcifichiamo nelle nostre vite e idee.

Trovo che l'interesse per la natura dei giovani, I Fridays for future, sia una cosa fantastica. Non solo per la salvaguardia del nostro pianeta, ma anche perchè la natura rappresenta per loro quella frontiera che ogni generazione deve ricercare. La natura è l'unica cosa in grado di stupirli veramente, di farli sentire piccoli, di incantarli o di atterrirli. 

Non si può vivere senza stupore e nemmeno senza piante, senza l'Amazzonia,  senza un mare non inquinato. Viaggiate se potete, conoscete altri posti, uomini, culture e sopratutto conoscete il nostro pianeta, che è molto meglio di come ve lo immaginate. 


domenica 23 giugno 2019

L'illusione della conoscenza



Una delle tracce della maturità parlava della illusione della conoscenza. E come introduceva l'argomento? Con un racconto sugli esperimenti nucleari nel Pacifico negli anni 50. 
Ma sono solo io che ho trovato questa cosa miserevole? 
Dal testo e dalle intenzioni traspare l'idea di una scienza fuori controllo, quel luogo comune dello scienziato pazzo che non si rende conto delle sue azioni. 

Per carità, negli anni '50 il contesto di guerra fredda ha partorito autentici Mengele, ma allora perchè non ricordare i gas venefici della prima guerra mondiale? La stessa invenzione della polvere da sparo si può considerare il precursore di molte guerre e perfino la responsabile di molti omicidi oggi?

Ma secondo voi i sensori infrarossi li hanno inventati per vedere meglio le lucciole di notte? O il GPS perchè si erano persi nel deserto? Questo è l'argomento: il progresso tecnologico e scientifico  in molti settori è stato, ed è tuttora, guidato dalla spesa militare. 

Gridare allo scienziato pazzo è una visione del mondo ascientifica, irreale e francamente ha rotto un pò i maroni. 

Volete una illusione della conoscenza? E' un tema facile facile. Svolgimento:google!



Internet ha dato a tutti la possibilità di leggere e veicolare informazioni, ma senza un filtro sulla affidabilità delle fonti accade che i post dei premi Nobel valgono come quelli di Genny a'carogna. 


Questa frase di Burioni apparsa oggi è la sintesi migliore di questo pensiero:"Il mondo moderno ha illuso ogni somaro arrogante e stupido di poter parlare alla pari con chi studia da 35 anni un argomento e continua a studiarlo ogni giorno. Ebbene, ho una brutta notizia: è un'illusione. Un somaro che ha una connessione Internet è semplicemente un somaro con la connessione Internet, che gli consente solo di mostrare a tutto il mondo quanto è stupido, arrogante e ignorante".

Ma si vede che anche al ministero hanno la loro particolare illusione della conoscenza. Invece di capire che per fare questo lavoro servono tanti sacrifici, tanta passione, tante rinunce, tanto amore e dare un tema sul ruolo della scienza e dello scienziato oggi, imprigionato tra la scarsezza delle risorse e l'illusione della conoscenza degli ignoranti, partoriscono una traccia su un tema assolutamente attuale (vedi riscaldamento globale, che figurati se lo citano) ma lo declinano non in modo antropologico, non homo hominis lupus che sarebbe stata la giusta collocazione, ma lo usano in modo becero per far temere la scienza. Non scoprite nulla, rimanete nelle caverne, magari con il fuoco ci si scotta. 

L'illusione della conoscenza è questa, prendere un problema complicato e trovare una soluzione semplice, meglio se viene fuori anche un capro espiatorio. Illudiamoci che passerà...