venerdì 25 novembre 2016

La fine del mondo

E' stabilito, questa volta si fa sul serio. C'è anche la data!
La fine del mondo è il 4 dicembre 2016.
Lo so perchè da mesi non si parla di altro da noi. Non si vota ad un referendum sulla costituzione. Macchè. Se vince il no l'Italia esce dall'Euro, la terra dal sistema solare e il sole dalla galassia.

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D'altronde se vince il sì non andremo più ad elezioni, il presidente del consiglio controllerà tutti i poteri dello stato e deciderà da solo delle nostre vite.

L'iperbole è sempre stata nel dna italiano.

Ma forse se ci fermiamo un pochino, giusto un attimo a pensare, vediamo che qua non c'è nessun Rubicone da passare, e non compare la scritta hic sunt leones.

In fin dei conti una vera riforma avrebbe fatto fuori il senato invece di questo fantoccio che rimane perchè, diciamocelo, avere meno parlamenti ed evitare il tira e molla tra camera e senato non aiuta l'efficienza dello stato.
Anche se però pure su questo ci si divide. C'è chi pensa che tutto quello che va nella direzione di rafforzare un esecutivo in Italia sia male. Meglio avere governi deboli, tanto fanno comunque cazzate, meglio ne facciano poche.

Alla fine il risparmio è sottile, certo 50 milioni di euro non si buttano ma non è la svolta epocale che ci si poteva attendere. Togliere un pò di competenze alle regioni non è male, visto che hanno usato questa autonomia solo per foraggiare i soliti commensali. E poi non siamo ridicoli, siamo un piccolo paese, non una nazione federale.

La parte sul referendum invece mi pare che piaccia a tutti. Servono sempre 500.000 firme per chiederne uno ma se si raccolgono 800.000 allora non serve il 50% degli aventi diritto ma delle ultime politiche.

In realtà Renzi lo ha trasformato da un referendum sulla costituzione ad uno su se stesso.
E' stata una buona idea? Non lo sarebbe stata se non lo avessero lasciato da solo. Tutti i partiti, compresa parte del PD, votano No. Dunque il referendum è interpretato da tutti come un referendum su Renzi.

Mettiamo vinca il no, come pare probabile, di stretto margine. Quel 45% che vota sì in realtà si sentirà come coloro che hanno votato la Clinton o quelli che scelsero il no al Brexit. Questo cementerà il consenso sul presidente del consiglio che credo si dimetterà subito (sta già facendo campagna elettorale), farà fuori parte del PD, ed andrà alle elezioni da solo, con ottime probabilità di vincerle.

D'altronde l'apocalisse di quelli che votano sì è vedere Salvini o Grillo a Palazzo Chigi. Un conto è Roma o Torino, un conto è l'Italia.

Ora io sarò come al solito una nota stonata, ma voto sì. E non per fare un piacere a Renzi, che sta mettendo in campo una serie di mezzucci per vincere quasi patetici in questi ultimi giorni. E neppure perchè penso che questa riforma sia perfetta.

Voto sì perchè in Italia è una utopia pensare che si possano fare delle riforme in un singolo passaggio. Prima si spara in una direzione, poi si corregge il tiro. E' sempre stato così. Ma se non si inizia non si va mai avanti. La democrazia non è il luogo della perfezione, piuttosto della sintesi, che non vuol dire compromesso ma significa scegliere sempre qualcosa che sia meno peggio. E questi 70 anni non testimoniano certo a favore della carta. Qualcuno dirà che non si è applicata. Vero. Ma se non lo hai fatto in 70 anni...

E francamente pensare che possa essere Grillo o Salvini a riformare la nazione non ci credo proprio. Se la classe del PD è un pò incompetente e molto corrotta, quella dei 5S sarà un pò onesta ma molto incompetente. Di Salvini neanche a parlarne.

E poi come si fa a pensare che in Italia si possa mai instaurare un regime? Una nazione che non sa far nemmeno pagare le tasse ai suoi cittadini, che deve mettere il canone Rai in bolletta altrimenti non lo raccoglie, dove ognuno fa il beato comodo suo, dove nessuno paga mai il conto di ogni stronzata è il più grosso anticorpo a qualunque regime e governo forte. Se non vuoi i rifugiati fai una bella barricata e si mandano altrove!

Siamo seri, siamo marginali, nel mondo, nel nostro tempo, come nazione e come individui. Con il no o con il sì non cambia il mondo, al limite cade un governo. Ma tanto gli attori sono sempre quelli. Perchè la classe politica riflette i cittadini. Non esiste una società civile, esistono invece tanti piccoli De Luca e Cosentino piuttosto.

Pensateci la prossima volta che parcheggiate in doppia, non fate passare sulle strisce, non restituite un resto non dovuto, non vi alzate per dare il posto nel bus a chi ne ha più bisogno, bus che magari avete preso senza biglietto, non chiedete ricevuta perchè trattate uno sconto, cercate una conoscenza per farvi togliere una multa dovuta. Ogni volta che fate questo uccidete la costituzione molto più del votare sì.




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